140 caratteri da riempire con attenzione

Un altro episodio di attacchi ad un tweet. Questa volta protagonista è Roberto Bolle, il famoso étoile della Scala, reo di aver scritto sul suo profilo Twitter  “I senzatetto che s’accampano e dormono sotto i portici del Teatro San Carlo, gioiello di Napoli, sono un emblema del degrado di questa città»

Si è scatenato l’inferno contro il ballerino che ha, tramite il suo ufficio stampa e personalmente, provveduto a chiarire il misfatto. Qui trovate l’articolo completo tratto dal sito del Corriere della Sera.

Cosa dire, anche se non si tratta di negozi, sempre di reputazione stiamo parlando. Bisogna stare attenti a quello che scriviamo, il tono, l’ironia, il senso potrebbero non essere capiti. Non stiamo usando la voce, non ci viene in soccorso il non verbale; a parlare per noi ci sono solo delle scritte nere su foglio bianco che tutti possono interpretare come vogliono. Quindi ragionare prima di twittare, pensare all’effetto che la nostra frase può avere, pensare a come si può interpretare quello che stiamo scrivendo.

E’ forse un po’ complicato inizialmente: siamo abituati a mezzi di comunicazione diversi, il tweet è uno strumento relativamente nuovo di comunicare. Beh però le sfide sono all’ordine del giorno, e una sana competizione con se stessi non può che essere stimolante e aiutarci a crescere sempre di più!

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